Sak Yan e la magia del tatuaggio thailandese

Tre giorni ricchi di eventi sono quelli che si stanno svolgendo in queste ore alla Fortezza da Basso di Firenze per l’ottava edizione della Tattoo Convention, che oltre ad ospitare artisti del tatuaggio nazionali ed internazionali, performance e show, ha dedicato una parte importante dello spazio espositivo a diverse mostre per gli amanti del settore.

La mostra fotografica Thai Sak Yan Magic Tattoos è dedicata all’arte del tatuaggio di Ajarn Matt, il cui vero nome è Matthieu Duquenois, nato in Francia nel 1972 ma che dal 2009 dedica anima e corpo allo studio del tatuaggio sacro thailandese.

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Matthieu Duquenois viene a conoscenza del tatuaggio Sak Yan all’incirca dodici anni fa, quando su una rivista francese vede le fotografie di un maestro tatuatore thai e ne rimane talmente folgorato da voler intraprendere un viaggio in Thailandia per approfondire la conoscenza di tale cultura. Inizialmente fotografa e prende parte a diversi riti magici con l’idea di pubblicarne un libro, ma in un secondo tempo la sua passione verso questo nuovo mondo spirituale inizia a diventare pura devozione ed è nel 2009, in un periodo difficile della sua vita, che Matthieu Duquenois ottiene il suo primo tatuaggio sacro. Da quel momento lo studio del Sak Yan, lo trasporta in un profondo viaggio spirituale arricchito dal minuzioso studio delle sacre scritture, decidendo da questo momento in poi di dedicarsi totalmente al cammino di maestro tatuatore. Come egli stesso ha dichiarato in un’intervista «noi in realtà non ci consideriamo come tatuatori. Per noi il rituale del tatuaggio è il mezzo per infondere la magia nel corpo del devoto […] Il significato è quello di cercar di aiutare i devoti a raggiungere i loro obiettivi attraverso il potere del loro tatuaggio».

La mostra Thai Sak Yan Magic Tattoos è un viaggio antropologico e mistico nella tradizione del tatuaggio del sud-est asiatico, una delle arti più antiche di ornamento del corpo e di benedizione dello spirito, che si fa risalire addirittura al terzo millennio a.C e che ancora oggi viene tramandata di generazione in generazione con egual devozione e sacralità.

Quello del tatuaggio Sak Yan è un percorso complesso, sia per il maestro che lo imprime sulla pelle tramite un’asticella con l’estremità appuntita, sia per il devoto che lo riceve come un dono mistico, prestando fede a specifiche leggi morali con il fine di eternizzare il potere magico e spirituale dello Yantra.

Un’arte antica e potente, che richiama a sé spiriti ancestrali e credenze soprannaturali racchiuse nella tradizione del tatuaggio Thai e che come dice lo stesso Ajarn Matt, è giusto tramandare e conservarne attraverso un’importante opera di valorizzazione e tutela che vedrà nel prossimo futuro la nascita di un museo dedicato al Sak Yan, per salvaguardare la cultura e gli oggetti legati alla tradizione del tatuaggio, non solo thailandese ma anche della Birmania, Laos e Cambogia, nazioni in cui questo tatuaggio ha ancor oggi radici forti.

Tratta dal sito di Ajarn Matthieu. Photo by Fred

Tratta dal sito di Ajarn Matthieu. Photo by Fred

Testo © Claudia Stritof

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