Helmut Newton, dieci anni dalla scomparsa del grande voyeur.

“E’ morto in un incidente stradale Helmut Newton, il leggendario fotografo delle star e della moda di origine tedesca famoso per i suoi straordinari nudi. Newton, 83 anni, aveva appena lasciato il Chateau Marmont, un albergo esclusivo frequentato dal jet-set su un promontorio sopra lo Strip di Los Angeles. La sua jeep Cadillac ha accelerato di colpo e si è schiantata contro un muro di contenimento del Sunset Boulevard. Subito trasportato in un vicino ospedale, vi è morto poco dopo l’arrivo.”

Repubblica, 23 Gennaio 2004

Sono trascorsi dieci anni dalla morte di Helmut Newton. Schiantatosi per un malore su Sunset Buolevard, è così che doveva andare la sua vita ed è lì che doveva terminare, su quella famosa via degli hotel di lusso a Los Angel, quegli hotel dove lui aveva ambientato le sue magnifiche fotografie, che ci hanno assalito e affascinanto.

Il 23 Gennaio ricorre la data della sua morte, una vita travagliata la sua. Nato a Berlino da una famiglia ebrea benestante. Fin da piccolo viziato e amante del bello rimase subito affascinato dal mondo delle donne, in particolare da due donne: dalla nutrice e dalla madre e dala loro pelle nuda e candida.

Interessato fin da piccolo alla fotografia  iniziò la gavetta con la fotografa tedesca Else Neulander Simon, meglio conosciuta come Yva, ma il clima ante-guerra non era dei migliori per un bambino non corrispondente ai dettami delle leggi razziali, così venne spedito dalla famiglia a Singapore, dove iniziò a lavorare per il Straits Time che lo licenziò dopo due settimane di collaborazione sostenendo che quel giovane ragazzo non avesse talento. Espulso dalle autorità britanniche della città, venne mandato in Australia e internato nel campo di Tatura. Entrò nell’esercito e nel 1942, decise di cambiare il suo cognome da Neustadter a Newton, lasciandosi alle spalle il suo passato da esule e recluso.

Il 13 maggio 1948 sposa l’attrice June Browne, anch’essa fotografa, meglio conosciuta come Alice Springs, all’età di quarant’anni inizia a ricevere riconoscimenti per il suo lavoro.

Non si fermerà più, sconvolgerà il mondo della fotografia e le sue immagini saranno pubblicate fin dalla fine degli anni ’50 nelle più celebri riviste: Vogue, Harper, GQ, Playboy.

Il trasferimento a Parigi nel 1961 infonde la sua arte di una nuova energia. Parigi era il mondo di De Sade, dall’eros ma soprattutto di Histoire d’O, libro che trovò in copia rara da uno dei bouquiniste sulla riva della Senna. Il libro di Dominique Aury, pubblicato con lo pseudonimo di Pauline Réage, era stato proibito e censurato in molti paesi a causa delle sue descrizioni così dettagliate del sadismo e del masochismo, e fu proprio da quella Bibbia dell’eros che Newton trasse ispirazione per le sue fotografie.

Leggendo il libro della Réage il rimando agli scatti di Newton è immediato: castelli, bustini, fruste, cinghie e catene. Un mondo oscuro e sensuale che all’epoca fece scandalo.

Una vita la sua caratterizzata dall’ironia, dall’erotismo di lusso e dal fetish, celebre è l’immagine che lo ritrae riflesso in uno specchio davanti ad un modella nuda e accanto allo specchio, seduta su una sedia, June instancabile amante e moglie.

Un voyeurismo da soddisfare per la sua bramosità e anche per la nostra, perfettamente appagata da fotografie ricolme di storie e di mistero e coronate da una tecnica perfetta.

Molti fotografi famosi e non (una fra tutte l’adoratissima Ellen von Unwerth), devono dire grazie alla sua storia e alle sue fotografie un condensato di passione, eros e libertà sessuale.

Consigli:

Leggete il libro Histoire d’O (Ibs, Amazon) , perchè ora va di moda scrivere romanzi erotici, ma prima di scriverli è meglio prima farsi un’idea di quello che è un romanzo erotico e non copiare alle rinfusa due gemiti e due sospiri. Esiste la versione cinematografica di Histoire d’O.

Helmut Newton e il Calendario Pirelli 2014. Da me tanto desiderato.

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7 thoughts on “Helmut Newton, dieci anni dalla scomparsa del grande voyeur.

      • Lavoro sia in banco ottico che in digitale, ma il fatto che ogni persona, con in mano un cellulare, possa diventare fotografa, ha tolto qualcosa alla fotografia… E’ una sorta di mutazione che ha privato l’immagine di un pensiero personale. Tutto rientra nell’omologazione, e nel gusto del senso comune. Può sembrare una generalizzazione, ma purtroppo è così…

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      • a wow con banco ottico… beh, certo diciamo che ormai la risoluzioni dei cellulari o altro è molto alta e le foto con qualche effettino “escono bene”, la foto è diventata molto “democratica”, accessibile a tutti. Ma secondo me non dovresti farti influenzare, ci sono progetti validi, ci sono progetti meno validi e progetti che non dovrebbero esistere, ma che comunque esistono. Non per questo verrà loro riconosciuto un merito. In internet è chiaro l’importante sono i like… ma quelli è facili averli per nulla, basta andare a leggere i blog su come riceverne… io ho deciso di scriverlo… poi se viene letto bene altrimenti non importa.. le mie riflessioni l’ho fatte. Per i meno attenti alla scrittura ho inserito la gallery 😀 buonagiornata

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