Il padre dell’istantanea e dell’impossibile.

 “Non intraprendere un progetto a meno che non sia manifestamente importante e quasi impossibile”.

                                                             Edwin Land

Edwin Land (1909-1991) è stato definito l’ultimo dei grandi geni, secondo per numero di brevetti solo a Thomas Edison, inventore e fisico americano, ha rivoluzionato il concetto di fotografia con la creazione della Polaroid.

Nel 1926 Edwin Land studia ad Harvard ma decide di lasciare l’università poco tempo dopo per tornare a New York dove trascorre molte ore nella biblioteca pubblica tra libri di fisica e ottica. Da questi libri trae ispirazione per le sue future ricerche, legge innumerevoli volte quella che è diventata la sua Bibbia personale: il testo di ottica di Robert W. Wood, di cui la prima edizione uscì nel 1905 mentre la seconda nel 1915.

L’idea di creare fogli polarizzati gli venne mentre passeggiava lungo un viale newyorchese: rimase abbagliato dai fari delle macchina e pensò che per evitare incidenti si dovesse creare un polarizzatore sottile ed economico in modo che le luci non accecassero chi le guardava. Mette a punto un foglio polarizzante, che chiamò Polaroid, un foglio costituito da una pellicola di plastica in cui erano incorporati numerosi cristalli di erapatite.

Pochi anni dopo Land fondò una società con il professore di Harvard, George Wheelwright chiamata: Polaroid Corporation. L’invenzione di questi due uomini richiamò l’attenzione di molte grandi industrie: General Motors, General Electric e della Eastman Kodak, che nel 1934 diventò il suo primo cliente. La nascita della macchina fotografica di plastica è legata ad una aneddoto personale di Land: dopo un intero giorno trascorso a fare fotografie mentre si trovava in vacanza a Santa Fe con la figlia piccola Jennifer, la bambina ingenuamente chiese al padre come mai non fosse possibile vedere subito le immagini scattate. Oggi la domanda apparirebbe assolutamente banale e scontata, grazie alle macchine fotografiche digitali, ma all’epoca fu una domanda assolutamente geniale che scatenò una rivoluzione.

Land in quel momento ebbe l’illuminazione e nel giro di un’ora chiamò il proprio avvocato per avviare la pratica per brevettare un dispositivo che con lo scatto producesse fotografie al suo interno istantaneamente. Immaginava una macchina in grado di sviluppare una fotografia positiva in sessanta secondi, grazie a pellicole dotate di un rivestimento fotosensibile a cui venivano aggiunte sostanze necessarie per lo sviluppo. Leggenda o realtà, questo si racconta della nascita della Polaroid e si dice che in una notte tempestosa, mentre quest’uomo stravagante si trovava all’Hotel Pennsylvania di New York scattò la sua prima istantanea all’età di 37 anni.

Prima di inventare la macchina fotografica istantanea, Land aveva già messo a punto altre scoperte: le lenti polarizzate, i filtri ottici, i visori notturni e nel 1938 annuncia la creazione del Vectograph, un sistema 3-D, utilizzato in campo militare. Land è stato un uomo estremamente creativo e innovativo non solo nelle sue creazioni ma anche nel modo di commercializzarle, infatti per commercializzare le sue lenti polarizzati invitò i dirigenti della Società Optical nella stanza di un albergo in cui il bagliore del sole riflesso sul davanzale colpiva un acquario in cui i pesci rossi diventavano invisibili, Land consegnò loro un foglio polirizzato e vedendovi attraverso essi furono in grado metter a fuoco i pesci. La vendita andò a buon fine e così vennero creati gli occhiali con lenti polarizzate. La prima Polaroid Land venne venduta il 26 novembre 1948 al Jordan Marsh, un grande magazzino di Boston, dopo qualche ora fu un boom di vendite. Il lavoro di Land negli anni continuò incessantemente: la Polaroid non solo venne amata da fotoamatori ma anche da grandi artisti che la adottarono nel loro lavoro. Land raccolse e acquistò molte fotografie di artisti famosi, talune volte scambiando o barattando macchine fotografiche; giunse a raccogliere 25.000 immagini tra cui quelle di Andy Warhol, Robert Frank e Ansel Adams, quest’ultimo fu anche consulente della ditta.

Il ’72 è l’anno di nascita della Polaroid SX-70, la prima macchina istantanea a colori che utilizzava un rullino di formato quadrato. Land fu una persona molto stravagante, sempre innovativa e mai ordinaria. Ottimista di natura, era dotato di grande sensibilità artistica e ingegno. Era alto meno di un metro e ottanta e si contraddistingueva per il ciuffo nero e gli occhi intensi. Sempre sopra le righe  diceva: “se vale la pena di fare qualcosa, allora è meglio farla in eccesso”.

Non è un caso che un grande visionario come Steve Jobs abbia dichiarato la sua ispirazione alla figura carismatica di Edwin Land. Abbandonando l’università, avviò da solo la sua fortuna aprendo due industrie e collaborato con politici e governatori. Edwin Land è un esempio straordinario di uomo dotato di un grande spirito innovativo che ha cambiato senza paure il suo percorso personale e avviando una nuova grande epoca.

La favola creata da questo grande uomo morto nel 1991, stava per terminare nel febbraio 2008 quando giunge il triste annuncio che rischia di far cessare la produzione delle pellicole istantanee, già nel 2007 era cessata la produzione delle fotocamere, ma nei primi mesi del 2010 qualcosa è cambiato: il marchio è stato rilevato da un gruppo di dodici tecnici, ingegneri e chimici che hanno ricominciato la produzione delle pellicole, sono stati riaperti gli stabilimenti a Enschede, al confine tra l’Olanda e la Germania e come direttore creativo dell’azienda è stata nominata Lady Gaga che ha lanciato sul mercato un nuovo prodotto la Polaroid 300.

Il progetto è rinato con il nome di Impossible Project che ha riunito dieci dei migliori ex dipendenti Polaroid che hanno condiviso la loro passione e la fede “in un sogno impossibile” riuscendo a creare una nuova pellicola con lo scopo di portar in salvo milioni di Poaroid ancora funzionanti ma non più utilizzate.

Testi © Claudia Stritof.

 

 

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